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Esito di pazienti anziani fragili con linfoma diffuso a grandi cellule B


Nel 2003 la Fondazione Italiana Linfomi ( FIL ) ha iniziato un Programma di ricerca clinica per lo studio del trattamento iniziale dei pazienti anziani fragili con linfoma diffuso a grandi cellule B ( DLBCL ) identificati mediante il Comprehensive Geriatric Assessment ( CGA ).

Dal 2003 al 2006, 334 pazienti anziani sono stati sottoposti a valutazione CGA, e 99 pazienti sono stati classificati come fragili.

I pazienti fragili avevano un'età media di 78 anni, stadio III-IV della malattia nel 62% e indice IPI ( International Prognostic Index ), aggiustato per l’età, di 2-3 nel 53% dei casi.

Il trattamento consisteva di diversi regimi differenti a discrezione del medico.

Dopo un follow-up mediano di 36 mesi, la sopravvivenza globale a 5 anni è stata del 28%.

All'analisi multivariata, l’indice IPI 2-3 ( p=0.005 ) e la presenza di comorbidità respiratorie ( p = 0.044 ) sono stati gli unici fattori che hanno mostrato una correlazione indipendente con la sopravvivenza globale.

I pazienti fragili avevano un esito meno favorevole, rispetto ai pazienti in forma, anche se erano stati trattati con chemioterapia di combinazione con Rituximab ( hazard ratio, HR=2.37; p inferiore a 0.001 ).

CGA è un valido strumento per identificare in modo prospettico i soggetti deboli tra i pazienti anziani affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B. ( Xagena2014 )

Merli F et al, Leuk Lymphoma 2014; 55: 38-43

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