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Linfoma diffuso a grandi cellule B: risultati promettenti della combinazione Lenalidomide più R-CHOP


Uno studio ha mostrato che l'aggiunta della Lenalidomide ( Revlimid ) alla chemioterapia R-CHOP ha migliorato i risultati di sopravvivenza tra i pazienti con linfoma B diffuso a grandi cellule ( DLBCL ) di nuova diagnosi.
In particolare, il regime di combinazione ha mostrato benefici tra i pazienti con sottotipo DLBCL a cellule B attivato ( DLBCL-ABC ).

La chemioterapia R-CHOP ha rappresentato lo standard di prima linea nel linfoma DLBCL per quasi 20 anni. Circa il 40% dei pazienti, tuttavia, andava incontro a una ricaduta dopo regime R-CHOP entro i primi 2 anni, e gli esiti non erano favorevoli.

La Lenalidomide come agente singolo ha mostrato un'attività significativa nel linfoma DLBCL recidivante e refrattario.
Studi hanno dimostrato che la combinazione di Lenalidomide con R-CHOP è fattibile e ha prodotto miglioramenti significativi degli esiti in studi a braccio singolo, in particolare in quelli con il sottotipo DLBCL a cellule B attivato.

Nel nuovo studio, 280 pazienti ( età media, 66 anni; range, 24-92 ) con linfoma DLBCL non-trattato sono stati assegnati in modo casuale a Lenalidomide più R-CHOP ( R2CHOP; n = 145 ) oppure solamente a R-CHOP ( n = 135 ).
La maggior parte dei pazienti ( 70% ) presentava una malattia in stadio IV e tutti avevano un indice prognostico internazionale ( IPI ) di 2 o superiore ( 34% IPI2, 43% IPI3 e 24% IPI4 o IPI5 ).

Novantaquattro pazienti ( 40% ) presentavano il sottotipo DLBCL a cellule B attivato.

R-CHOP consisteva in 6 cicli di Rituximab ( MabThera ) 375 mg/m2, 750 mg/m2 di Ciclofosfamide, 50 mg/m2 di Doxorubicina e 1.4 mg/m2 di Vincristina, tutti il ​​giorno 1, e 100 mg/m2 di Prednisone nei giorni da 1 a 5 di ogni ciclo ogni 21 giorni.
I pazienti nel gruppo sperimentale hanno ricevuto anche 25 mg di Lenalidomide nei giorni da 1 a 10 di ciascun ciclo.

La sopravvivenza senza progressione ( PFS ) fungeva da endpoint primario, con un endpoint co-primario di sopravvivenza PFS tra quelli con sottotipo DLBCL a cellule B attivato.
Il tasso di risposta globale ( ORR ), il tasso di risposta completa ( CRR ) e la sopravvivenza globale ( OS ) servivano come endpoint secondari.

Il follow-up mediano è stato di 3 anni.

I risultati hanno mostrato un tasso ORR più elevato con R2CHOP rispetto a R-CHOP ( 97% vs 92% ), nonché un più alto tasso di risposta completa ( CRR ) ( 73% vs 68% ), sebbene le differenze non abbiano raggiunto la significatività statistica.

E' stata riportata una riduzione del 34% del rischio di progressione della malattia o di mortalità con R2CHOP rispetto a R-CHOP ( hazard ratio, HR = 0.66; IC 95%, 0.43-1.01 ).
Sia la sopravvivenza libera da progressione a 3 anni ( 73% versus 62%; P a singola coda = 0.03 ) che la sopravvivenza globale ( 83% vs 75%; HR = 0.67; P a singola coda = 0.05 ) hanno favorito R2CHOP.

I pazienti con il sottotipo DLBCL a cellule B attivate che hanno ricevuto R2CHOP hanno presentato un hazard ratio di sopravvivenza senza progressione di 0.67.

La mielosoppressione è apparsa più comune nel gruppo R2CHOP, così come gli eventi avversi di grado 3 o superiore, tra cui diarrea ( 6% vs 1% ), anemia ( 29% vs 20% ), neutropenia febbrile ( 25% vs 14% ), trombocitopenia ( 34% vs 13% ) e anomalie elettrolitiche ( 5% vs 2% ).

Dallo studio è emerso che l'aggiunta di Lenalidomide può effettivamente migliorare gli esiti rispetto al solo R-CHOP in tutti i pazienti con linfoma DLBCL, sebbene l'effetto sia stato guidato in gran parte dal sottotipo DLBCL a cellule B attivate. ( Xagena2021 )

Fonte: Journal of Clinical Oncology, 2021

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